Metodo: secondo Westergren Campione: 1 ml di sangue
Tempo di refertazione: 1 gg Valore di riferimento:

Maschio 0-10

Femmina0-15

 

Note:

Il peso specifico delle emazie è di circa 1,10 mentre quello del plasma è d 1,02. La piccola differenza (0.08) indurrà le cellule ad uscire dalla sospensione ad una velocità molto bassa denominata velocità di eritrosedimentazione (VES). Il fattore più importante che nei processi morbosi determina un aumento della velocità di eritrosedimentazione è l’aumento delle dimensioni delle particelle conseguente all’aggregazione delle emazie che si allineano lungo un singolo asse perpendicolare al piano delle cellule con formazione di ammassi che sono simili a pile di monete o a rotoli di carta donde la denominazione francese di rouleaux. La velocità di sedimentazione è quindi una misura della tendenza delle emazie ad aggregarsi tra loro. Tre fattori principali influenzano l’aggregazione degli eritrociti: l’energia libera di superficie delle cellule, la loro carica e la costante dielettrica del plasma.

L’energia libera di superficie delle emazie risulta da forze di Van de Waals ed esercita una forza coesiva che tende ad attirare le cellule l’una verso l’altra. La carica degli eritrociti è data dalla somma della carica negativa della membrana (dovuta soprattutto alla presenza di acido sialico) e della nuvola di ioni di carica opposta che circonda ciascuna emazia. La risultante di questi due gruppi di cariche, denominata potenziale zeta, determina una forza di repulsione tra le cellule. Nei soggetti normali il potenziale zeta è maggiore del­le forze coesive di Van der Waals e si ha una scarsa aggregazione delle emazie.

La costante dielettrica misura le caratteristiche di dissipazione della cari­ca del mezzo ed è influenzata dalla concentrazione e dal grado di asimmetria delle molecole disciolte nel plasma, soprattutto delle proteine. La costante dielettrica aumenta quando si ha un incremento della concentrazione di mole­cole asimmetriche che possono essere orientate e polarizzate dal campo elet­trico delle emazie. Pertanto un aumento della concentrazione di queste mole­cole tende a diminuire l’effetto repulsivo del potenziale zeta per cui predomi­nano le forze coesive e si ha una aggregazione degli eritrociti.

Fattori che influenzano la velocità di eritrosedimentazione

Fattori che aumentano la costante dielettrica del plasma

Aumento della concentrazione di:

  • Fibrinogeno
  • Beta-globuline
  • Alfa-globuline
  • Gamma-globuline

Fattori eritrocitari che inducono la tendenza delle cellule ad aggregarsi

Modificazioni delle dimensioni e della forma delle emazie

  • Anisocitosi
  • Ipocromia
  • Sferocitosi
  • Poichilocitosi

Alterazioni della concentrazione delle cellule

  • Anemia (aumento della velocità di sedimentazione)
  • Policitemia (diminuzione della velocità di sedimentazione)

La causa della formazione dei rouleaux è da ricercarsi soprattutto in varia­zioni della composizione del plasma piuttosto che delle stesse emazie. La formazione dei rouleaux e quindi un aumento della velocità di eritrosedimentazione può risultare da un moderato incremento della concentrazione di pro­teine estremamente asimmetriche, come il fibrinogeno, o da un notevole au­mento dei livelli plasmatici di molecole moderatamente asimmetriche come le immunoglobuline. La velocità di eritrosedimentazione aumenta nel corso della flogosi soprattutto a causa dell’aumento della concentrazione del fibri­nogeno.

Tuttavia si può avere un aumento delta velocità di sedimentazione delle emazie, anche in assenza di flogosi, nelle malattie linfoproliferative, nel Mieloma Multiplo e nella Macroglobulinemia di Waldenstrom. In questi casi si ha un aumento della concentrazione di una singola specie molecolare di Ig.

Anomalie della forma, delle dimensioni e della concentrazione delle emazie possono influenzare la VES. I valori normali della VES variano con il sesso e con l’età.

La velocità di eritrosedimentazione risulta elevata in presenza di:

  • flogosi,
  • danno tissutale
  • alcune malattie linfoproliferative.

Valori molto elevati si riscontrano:

  • nelle infezioni batteriche, soprattutto del­l’apparato respiratorio e di quello urinario,
  • in diverse malattie reumatiche in particolare nella polimialgia reumatica, nell’artrite reumatoide e nelle connet­tiviti,
  • nei tumori maligni con metastasi.

Nelle infezioni virali, come, ad esempio, nella mononucleosi infettiva l’aumento della velocità di sedimenta­zione può essere modesto o mancare. Se l’organo bersaglio è il fegato, come nell’epatite acuta, vi può anche essere una inibizione della produzione del fi­brinogeno. Talvolta uno scompenso cardiaco con congestione epatica può non portare ad un innalzamento della velocità di eritrosedimentazione anche in condizioni, come la malattia reumatica di Bouillaud, in cui questa è solita­mente molto elevata.

Valori alti della velocità di sedimentazione si hanno nel terzo trimestre di gravidanza e nelle donne che fanno uso di contraccettivi orali. Valori elevati si possono anche osservare in condizioni non chiaramen­te associate a necrosi tissutale come nell’ipotiroidismo o nell’ipertiroidismo. Iniezioni intramuscolari soprattutto di benzatina-penicillina possono determi­nare un aumento della velocità di sedimentazione.

Talora valori elevati di questa possono essere causati dalla presenza di agglutinine di emazie.

La misura della velocità di eritrosedimentazione oltre che per evidenziare la presenza di una malattia organica risulta utile per valutare l’attività del pro­cesso morboso e la risposta alla terapia. L’effettuazione dell’esame dopo 3 ore dal prelievo può determinare risultati non corretti. E’ consigliabile eseguire il prelievo a digiuno da 8 ore.

Esami collegati: Emocromo, Proteine della fase acuta

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