Metodo: chemiluminescenza Campione: 1 ml di siero
Tempo di refertazione: 2 gg Valori di riferimento:

Femmina      0-50 anni          3,34-26,72     ng/ml

51-150 anni       2,74-19,64     ng/ml

Maschio                               2,64-13,13    ng/ml

 

Note:

La Prolattina, ormone polipeptidico monocatena con peso molecolare di circa 22.000 Dalton consiste di 198 aminoacidi con 3 ponti di bisolfuro; essa rasso­miglia all’ormone della crescita (HGH). La prolattina viene prodotta nell’adenoipofisi (lobo anteriore dell’ipofisi) dalle cellule lattotrope e acidofile. La liberazione dell’ormone viene diretta dall’ipotalamo mediante il “prolactin inhibiting factor” (PIF). Secondo le cognizioni più recenti sulla struttura del PIF si ritiene trattasi di sostanza simile alla dopamina.

L’influenza di un altro fattore di liberazione, ad es. “thyreotropin-releasing-hor­mon (TRH) non è accertata definitivamente; il suo ruolo sembra secondario. La prolattina viene ricavata per la massima parte da preparazioni ipofisarie umane oppure da liquido amniotico. La causa delle elevate concentrazioni di prolattina nel liquido amniotico non è finora chiarita univocamente.

Nelle forme non neoplastiche

Concentrazioni aumentate di prolattina compaiono in pazienti con amenorrea e galattorrea nonché in tumori ipofisari cosiddetti lattotropi, che rappresen­tano quasi la metà dei tumori ipofisari, craniofaringioma, sindrome di Chiari-Frommel, ipotiroidismo, morbo di Addison, flogosi e traumi della base cranica. E’ diminuita nel panipopituitarismo (sindrome di Sheehan, tumori ipofisari, craniofaringioma).

 

Nelle forme maligne

Sono noti casi con produzione ectopica di prolattina in carcinomi polmonari e tiroidei primari.

 

Valutazione

La terapia del prolattinoma a decorso benigno è chirurgica e/o medicamentosa con antagonisti della dopamina. La terapia chirurgica ha perso recentemente la sua importanza a causa dei grandi successi della via medicamentosa. Specialmente i microprolattinomi si trattano in un primo tempo cori bromo­criptina; la misurazione della prolattina sierica fornisce importanti indicazioni per il monitoraggio della terapia ed il controllo del decorso.

 

Avvertenze e limitazioni

Il prolattinoma dovrebbe sempre essere incluso nelle riflessioni diagnostiche quando, al di fuori della gravidanza, compaia galattorrea oppure, in maschi, ginecomastia.

Oltre alle intense oscillazioni individuali, a causa della libera­zione ormonale a poussées e delle oscillazioni giornaliere (forte aumento della concentrazione prolattinica durante il sonno) si possono avere anche varia­zioni intraindividuali fino al 40% da un giorno all’altro.

Influssi medicamen­tosi possono aumentare la liberazione di prolattina (blocco dei recettori della dopamina, sostanze di scissione della dopamina, TRH):

  • estrogeni,
  • reserpina,
  • alfa-metil-dopa,
  • fenotiazine,
  • metoclopropamide,
  • sulpiride,
  • cimetidina,
  • ranitina

Altri farmaci (antagonisti della dopamina) possono farla diminuire:

  • L-dopa,
  • bromocriptina,
  • apomorfina,
  • metisergide

Può aumentare in seguito a:

  • stress,
  • esercizio fisico

Sospendere tutti i farmaci interferenti 72 ore prima del prelievo.

In alcuni casi, è consigliabile eseguire lo studio della PRL in 3 prelievi distanziati di 15-20 minuti uno dall’altro, utilizzando un ago a farfalla da lasciare in vena.

Esami collegati: FSH,17-beta-Estradiolo, Progesterone, LH, Testosterone, DEAS, Androstenedione, DHT.

 

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