Metodo: ELFA CampioneURINE
Tempo di refertazione: 1 giorno Valori di riferimento:  fino a 6 mg/l

 

Note:

La mioglobina è una proteina a basso peso molecolare (17.800 D), composta da 153 aminoacidi, formata da una catena polipeptidica (globina) ed un gruppo prostetico contenente Ferro (eme). E’ contenuta in abbondante quantità nel citoplasma delle cellule cardiache e muscolari scheletriche. In entrambi questi organi questa proteina svolge un importante ruolo nel trasporto dell’ossigeno dalle membrane cellulari ai mitocondri e funge da riserva di ossigeno. Non sono conosciute forme tessuto-specifiche della mioglobina, di conseguenza, il suo rilascio nella circolazione sanguigna non è un marcatore specifico di lesione miocardica, in quanto si può verificare un’importante mioglobinemia anche in caso di trauma muscolo-scheletrico. L’utilizzo della mioglobina nella diagnostica dell’IMA è stato per lungo tempo limitato da problematiche metodologiche. Fino a pochi anni fa, erano infatti disponibili solo metodi radioimmunologici, che per l’idaginosità, la lunghezza dei tempi di esecuzione, la mancanza di automazione e l’utilizzo di materiali radioattivi rendevano impossibile l’impiego routinario della determinazione della mioglobina per la diagnosi di una situazione acuta come l’IMA. Da alcuni anni sono finalmente disponibili in commercio metodi immunochimici automatizzati che consentono la determinazione della mioglobina in tempi estremamente rapidi e con estrema accuratezza. Dopo un infarto la mioglobina è rapidamente rilasciata dalle cellule necrotiche miocardiche ed il suo aumento è rilevabile nel siero già dopo 2 ore dall’insorgenza della necrosi.

Il livello plasmatico raggiunge il valore di picco 6-12 ore dopo l’IMA e ritorna a valori basali dopo circa 24-36 ore. Essa viene rapidamente eliminata dalla circolazione attraverso l’emuntorio renale. La mioglobina è quindi un marcatore di IMA molto sensibile ma la sua presenza anche nel muscolo scheletrico ne limita la specificità ; è quindi indispensabile escludere ogni possibile contemporanea causa di danno alla muscolatura scheletrica.

Quindi essa rappresenta un buon marker di esclusione dell’IMA.

Un ulteriore applicazione della mioglobina riguarda la diagnosi di avvenuta riperfusione dopo trattamento trombolitico.

E’ stato infatti dimostrato che la mioglobina raggiunge il valore di picco mediamente dopo 1 ora dalla riperfusione della coronaria occlusa, un tempo significativamente minore da quello evidenziato in pazienti non riperfusi.

 

Condizioni che possono alterare i livelli sierici della Mioglobina

 

Condizioni nelle quali i livelli sierici di mioglobina sono aumentati:

  • IMA
  • Chirurgia a cuore aperto
  • Esercizi stressanti
  • Danno dei muscoli scheletrici
  • Pazienti e portatori di distrofia muscolare progressiva
  • Shock
  • Insufficienza renale severa
  • in seguito ad iniezioni IM ( in maniera variabile)

Condizioni in cui i livelli sierici di Mioglobina rimangono normali:

  • Adulti sani
  • Dolore toracico senza IMA
  • Scompenso cardiaco congestizio con IMA
  • Cateterismo cardiaco
  • Cardioversione
  • Esercizi muscolari non stressanti

 

Raccolta e preparazione dei campioni:

I campioni possono essere raccolti mediante le normali tecniche di prelievo venoso. I campioni di plasma possono essere raccolti in provette contenenti EDTA o Eparina.

I campioni di plasma possono dare valori superiori fino al 15% rispetto ai corrispondenti campioni di siero

 

Sostanze Interferenti:

Proteine totali                         da 18 g/dL

            Emoglobina                            da 2.000 mg/dL

            Trigliceridi                              da 1.000 mg/dL

            Bilirubina                               da 30 mg/dL

 

Esami collegati: Isoforme del CKMB, Troponine, CKMB, CK, LDH.

< Torna all’elenco analisi