Il liquido sinoviale A? un ultrafiltrato plasmatico che presenta in condizioni normali la stessa concentrazione plasmatica degli elettroliti e delle sostanze a basso peso molecolare; non contiene proteine ad alto peso molecolare derivate dal plasma (in particolare fibrinogeno e lgM), ma in compenso possiede l’acido ialuronico prodotto dai sinoviociti che conferisce al liquido la sua particolare viscositAi??; presenta infine una scarsa cellularitAi?? composta quasi esclusivamente da monociti in numero inferiore a 200/mmc.

Lo studio del liquido sinoviale si avvale dei seguenti esami:

  • esame macroscopico: Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai??Ai?? Ai??il colore, la trasparenza, la viscositAi??, ilAi?? volume;
  • esame microscopico: la conta delle cellule, la presenza di eventuali cristalli o

Ai??di batteri;

  • esame biochimico: ricerca di particolari enzimi, dosaggio del glucosio del

Ai??lattato, valutazione del pH;

Dopo il prelievo si annoterAi?? il volume, il colore, la trasparenza, la viscositAi?? e la coagulabilitAi??:

  • il colore: normalmente giallo paglierino, puA? presentarsi giallo o giallo-verde nei processi flogistici, emorragico (traumi, neoplasie, disordini della coagulazione), purulento (artriti settiche);
  • la trasparenza: normalmente presente scompare in maniera piA? o meno completa in relazione alla gravitAi?? del processo infiammatorio o settico;
  • la viscositAi??: normalmente si forma un lungo filamento quando il liquido gocciola dalla siringa. La bassa viscositAi?? che si apprezza nei processi flogistici A? dovuta alla diminuzione del contenuto di acido ialuronico e alla sua depolimerizzazione. PuA? essere valutata in maniera quantitativa con il test del coagulo mucinico: aggiungendo acido acetico al liquido sinoviale, si forma, in condizioni di normalitAi?? un coagulo solido; in caso di liquido sinoviale flogistico il coagulo A? invece friabile.
  • la coagulabilitAi??: il liquido sinoviale, che normalmente non coagula, puA? farlo nelle artropatie infiammatorie, per la presenza di fattori responsabili della coagulazione quali fibrinogeno, protrombina o altri normalmenAi??te assenti.

Viene inviato al laboratorio in tre provette:

  • una contenente EDTA per la conta delle cellule;
  • una sterile per lai??i??esame microscopico e colturale;
  • una per l’esame a fresco e al microscopio a luce polarizzata per la ricerca di cristalli.

Il numero di globuli bianchi che normalmente A? minore di 200/mmc, aumenta a piA? di 5.000/mmc nelle spondiloartriti sieronegative, fino a 10.000 nell’AR e nelle artriti microcristalline ed oltre 50.000 nelle forme settiche. La neutrofilia A? caratteristica dei processi infiammatori. Una certa eosinofilia A? presente nei versamenti tumorali, mentre una monocitosi puA? essere espressione di una infezione virale.

Al microscopio a luce polarizzata si possono dimostrare diversi tipi di cristalli:

  • di urato nella gotta,
  • di pirofosfato di calcio diidrato nella condrocalcinosi,
  • di idrossiapatite nell’osteoartrosi,
  • di colesterolo nel liquido sinoviale di AR,
  • di ossalato di calcio
  • di frammenti metallici dopo artroplastica protesica,
  • di esteri dAi?? corticosteroide dopo infiltrazioni intra-articolari.

I cristalli di urato sono aghiformi e mostrano birifrangenza fortemente negativa (colore blu se ortogonali al piano del compensatore rosso di primo ordine); i cristalli di pirofosfato hanno estremitAi?? squadrate e presentano birifrangenza debolmente positiva (blu se paralleli al piano del compensatore). I cristalli di idrossiapatite sono scarsamente birifrangenti e vengono meglio identificati con il rosso di Alizarina che li mostra come aggregati amorfi di materiale rosso. I cristalli di colesterolo sono fortemente birifrangenti e presentano forma rettangolare con un angolo ritagliato. Nei liquidi infetti aumenta il contenuto proteico, mentre diminuisce il contenuto di glucosio. Nei liquidi settici aumenta anche la concentrazione dell’acido lattico.

Nell’AR si ha aumento degli enzimi comprese le idrolasi (acetuglucosaminasi e fosfatasi acide) e le 5-nucleotidasi. L’aumento della fosfatasi acida del liquido rispetto a quello sierico A? espressione di un processo infiammatorio e non artrosico.

I livelli del compleAi??mento sono bassi nellai??i??AR ed elevati nella malattia di Reiter.

La titolazione del fattore reumatoide sul liquido sinoviale A? parallela a quella dei siero in pazienti affetti da AR, tuttavia ci puA? essere un’elevata incidenza di positivitAi?? su pazienti non affetti da AR. Si possono infine trovare nellai??i??AR le cosiddette RA cells, ossia neutrofili contenenti fattore reumatoide, particelle proteiche ed enzimi liberati dai lisosomi.

 

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