Metodo: osservazione al microscopio Campione: liquido seminale
Tempo di refertazione: 4 gg  

 

Note:

L’esame del liquido seminale, troppo spesso in passato sottovalu­tato ed erroneamente ritenuto da molti di estrema semplicità, si rivela un’indagine molto delicata che richiede un’adeguata standardizzazione e una buona esperienza personale dell’esaminatore per poter risultare di ausilio al Clinico nella diagnosi delle varie forme di infertilità maschile. La valutazione di base del liquido seminale dovrà comprendere non solo l’esame chiniico-fisico e microscopico, ma anche l’analisi dei principali caratteri biochimici dell’eiaculato, per alcuni dei quali si può parlare ormai di veri e propri markers.

 

Raccolta del campione

Per ottenere un’analisi affidabile è necessario che la raccolta dell’eiaculato venga il più possibile standardizzata. In questo senso è opportuno che il paziente venga informato sull’esatta modalità di raccolta del campione. Sarà utile che il Laboratorio fornisca, al momento del ritiro del contenitore sterile per la raccolta, un breve schema con le indicazioni per il paziente, raccomandando sempre l’invio di almeno tre campioni successivi per ottenere un risultato veramente affidabile e definitivo. Sarà utile raccogliere, inoltre, una breve anamnesi del paziente.

 

Indicazioni per la raccolta del campione

  • osservare un periodo di astinenza sessuale da 3 a 5 gg
  • non effettuare la raccolta mediante uso di Condom o mediante “coitus interruptus”
  • usare per la raccolta il contenitore fornito dal Laboratorio
  • mantenere il campione a temperatura ambiente durante il trasporto
  • consegnare il campione entro trenta minuti dall’emissione

Molti sono i fattori che possono interferire con una raccolta corretta del campione di liquido seminale:

  • farmaci,
  • sostanze spermicide,
  • contaminazione microbica,
  • salivare,
  • lubrificanti,
  • raccolta impropria del campione.

 

Metodo di analisi

L’esame del liquido seminale comprende l’analisi delle caratteristiche fisico-chimiche e microscopiche dell’eiaculato e lo studio dei principali componenti biochimici del plasma seminale. E’ utile, anche se superfluo, precisare che l’eiaculato è costituito da una parte corpuscolata, gli spermatozoi, ed una parte liquida, il plasma seminale, alla cui composizione contribuiscono le varie strutture afferenti all’apparato genitale maschile.

 

Esame chimico-fisico

Costituisce la prima fase dell’analisi del liquido seminale e comprende l’esame di parametri importanti, in quanto l’alterazione di uno solo di essi può comportare una riduzione del potere fecondante del seme. Il volume dovrà essere compreso tra le 5 ml: si parla di ipospermia se il volume è inferiore a 1 ml e iperspermia se superiore a 5 ml.

Il periodo di astinenza influisce sul volume; se troppo breve potremo avere una sua riduzione, se troppo prolungato potremo avere un suo aumento.

Il colore è normalmente bianco-grigio: un colore tendente al giallo può essere indice di flogosi (piospermia); un colore rosato può indicare presenza di sangue (emospermia).

Anche il pH e l’aspetto possono essere indicativi di fenomeni flogistici: un pH maggiore di 8 è suggestivo di una possibile flogosi; una diminuzione del pH può invece indicare una ostruzione dei dotti eiaculatori con prevalenza di secreto prostatico acido.

Il coagulo e la sua liquefazione rivestono un ruolo importante nella diagnostica seminale; normalmente il processo di coagulazione avviene imrnediatamente dopo l’emissione, per azione di un substrato di origine vescicolare (fibrina seminale).

In condizioni normali si ottiene una completa liquefazione in 20-30 minuti ad opera di un processo proteolitico dovuto alla Seminina di origine prostatica e dell’attività fibrinolitica prodotta da 2 attivatori del plasminogeno presenti nel plasma seminale.

La mancata presenza del coagulo può essere indicativa di una agenesia delle Vescichette Seminali o di ostruzione dei Dotti Eiaculatori; la mancata liquefazione è indicativa di una ridotta attività prostatica. Anche la viscosità, se alterata, potrà far sospettare una patologia prostatica.

 

Esame microscopico

L’esame microscopico comprende tre fasi: il conteggio degli Spermatozoi, la valutazione della loro mobilità, vitalità e sopravvivenza e il Morfocitogramma.

Prima fase dell’esame microscopico è il conteggio dei nemaspermi:

la concentrazione nemaspermica viene comunemente valutata mediante conta in camera di Thoma-Zeiss dopo diluizione 1:20 con una soluzione immobilizzante gli Spermatozoi (soluzione fisiologica lievemente acidificata); viene espressa rispetto al mmc o in ml.

I limiti entro i quali possiamo parlare di “normalità” sono compresi tra 20 milioni/ml e 200 milioni/ml; al disotto di tali limiti si parla di oligozoospermia, al di sopra si parla di polizoospermia (è necessario sempre distinguere la vera polizoospermia dalla falsa, dovuta ad aumentata concentrazione cellu­lare da carenza di plasma seminale).

Quello che noi andiamo a valutare con il conteggio dei nemaspermi è un range entro il quale le possibilità di ottenere il concepi­mento sono massime; peraltro, da diversi Autori è dimostrato che si possono avere gravidanze anche con meno di 10 milioni/ml e talora anche con un solo milione/ml.

Un altro parametro che va correttamente valutato nell’esame del liquido seminale è l’indice di mobilità e il grado di sopravviven­za che noi valutiamo a un’ora e a due ore dall’emissione. La motilità viene analizzata mediante osservazione al microscopio ottico di una goccia di sperma tra vetrino portaoggetto e coprioggetto; viene normalmente valutata la percentuale di Spermatozoi mobili e la qualità del loro movimento.

Si può definire normale un campione in cui almeno il 60% degli Spermatozoi sia mobile e almeno il 70% abbia movimenti progressivi.

Dopo due ore dall’emissione dovrà essere mantenuta una percentuale dì forme mobili non inferiore al 60%. Andrà inoltre valutata la vitalità degli Spermatozoi, in quanto non sempre le cellule vitali sono mobili.

Se la motilità totale di un eiaculato è inferiore al 40% possiamo differenziare l’acinetospermia dalla necrospermia vera mediante l’uso dell’Eosina Test: l’Eosina in soluzione acquosa allo 0,5% colora, infatti, i nemaspermi non vitali, che hanno perduto l’integri­tà anatomo-funzionale della membrana cellulare.

 

Morfocitogramma

Consiste nell’analisi delle caratteristiche delle cellule della spermatogenesi e di eventuali altri elementi presenti nell’eiaculato (Leucociti, Emazie, cellule di sfaldamento).

Per l’analisi degli elementi figurati si usa la colorazione di May-Grunwald-Giemsa.

Si usa una semplice classificazione che comprende forme tipiche ed eventuali variazioni fisiologiche, for­me atipiche o degenerative e inoltre, se presenti, vengono evidenziate le percentuali delle cellule della linea spermatogenetica (Spermatogoni, Spermatociti, Spermatidi) solitamente non supe­riori al 5% degli Spermatozoi maturi.

 

Le più frequenti anomalie nemaspermiche

 

Anomalie della testa:                         macrocefali

microcefali

testa tonda

acefali

profilo irregolare della testa

Anomalie del tratto intermedio:         deconnessione testa-flagello

angolati

immaturi

Anomalie del flagello:            flagello avvolto

flagello corto

Altre:                                                  testa duplice

flagello duplice

forme multiple

forme in lisi

Recenti indagini hanno dimostrato che la presenza anche del 50% di spermatozoi atipici non necessariamente compromette la fertilità.

 

Test biochimici e Immunologici

I più comuni markers biochimici determinabili nel plasma seminale

Prostata:                     Acido Citrico

Zinco

Fosfatasi Acida

g-GT

Epididimo:                  Carnitina

Glicerofosforilcolina

Maltasi

  1. seminali: Fruttosio
  2. del Sertoli: Trasferrina

Ognuno di questi elementi ha un sito prevalente di produzione; la modificazione della sua concentrazione può essere indicativa dell’alterazione funzionale di uno degli organi annessi all’apparato genitale. L’acido citrico, androgeno-dipendente, e lo zinco rappresentano i markers più comuni della secrezione e funzionalità prostatica; l’acido citrico ha un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio osmotico del seme, e la sua determinazione è particolarmente utile come supporto nella diagnosi di infezioni delle vie seminali. Lo zinco è importante nella regolazione della spermatogenesi e dei processi che rendono lo spermatozoo in grado di fecondare. La carnitina è coinvolta nel metabolismo energetico dello spermatozoo: è indice di funzione epididimaria in quanto è a questo livello che essa viene assorbita dal sangue e concentrata, per poi essere utilizzata. I markers epididimari hanno, peraltro, perso una parte del loro significato clinico in quanto è stato accertato che una loro riduzione non dimostra la presenza di fenomeni ostruttivi come si riteneva in passato.

Il fruttosio è prodotto dalle vescicole seminali e utilizzato come marker della loro funzionalità; ha un ruolo fondamentale nel metabolismo energetico dei nemaspermi; è assente nell’agenesia delle vescicole seminali e nella ostruzione dei dotti eiaculatori. La transferrina è secreta nel lume tubulare dalle cellule del Sertoli: sembra partecipi alla sintesi di enzimi respiratori nelle cellule germinali; negli ultimi tempi sta perdendo l’importanza che le si era attribuita nella diagnosi differenziale tra azoospermia ostruttiva e di origine tubulare.

Altre indagini sono ormai entrate nell’uso comune della diagnosi di infertilità maschile; ci limiteremo a dire che è importante valutare, quando necessario, alla luce del sempre maggiore coinvolgimento di fenomeni immunologici nelle cause di infertilità maschile, la presenza di anticorpi anti-spermatozoi sia su eiaculato (M.A.R.­TEST) sia su siero (metodo ELISA o IFI).

Il problema maggiore rimane quello della standardizzazione del me­todo di analisi.

Esami collegati: LH, FSH, Testosterone.

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