La Leishmaniosi, ed in particolare la Leishmaniosi viscerale, rappresenta un problema sanitario emergente in molti paese che si affacciano sul Mediterraneo.

Due fattori hanno contribuito all’aumento delle diagnosi di Leishmaniosi in Italia:

  • l’attuazione di programmi di sorveglianza molto attiva in alcune regioni endemiche italiane;
  • il fenomeno delle co-infezioni HIV-Leishmania.

Attualmente, vengono proposti per la Leishmaniosi viscerale i seguenti schemi diagnostici:

Per i soggetti HIV negativi (o senza evidenza di immunodeficienza):

  • sierologia specifica (in caso di negatività si può escludere la Leishmaniosi Viscerale)
  • dimostrazione del parassita mediante microscopia o coltura (in caso di sierologia positiva)

Per i soggetti HIV positivi o comunque profondamente immunodepressi:

  • dimostrazione del parassita mediante microscopia o coltura.

 

SIEROLOGIA: tra le tecniche sierologiche specifiche, il “golden standard” rimane l’Immunofluorescenza Indiretta.

Il titolo soglia di una Leishmaniosi Viscerale non trattata è di 1:160, ma negli ammalati si ritrovano spesso titoli tra 1:280 e 1:10240.

Nei soggetti HIV positivi con Leishmaniosi Viscerale la sensibilità del test è molto limitata: circa il 40% ha una Immunofluorescenza Indiretta negativa.

La specificità del test è invece molto alta (98%) sia in soggetti HIV negativi che positivi.

Falsi positivi, con titoli fra 1:80 e 1:320, possono aversi in soggetti con ipergammaglobulinemia.

A causa della tossicità dei farmaci anti-Leishmania non può essere usato il criterio ex-juvantibus e quindi è sempre necessaria la dimostrazione del parassita in caso di positività della sierologia.

 

DIMOSTRAZIONE del PARASSITA: La tecnica di elezione è quella dello striscio di materiale su vetrino e colorazione con Giemsa.

In ordine di sensibilità, gli organi da cui effettuare il prelievo mediante agoaspirato in soggetti HIV negativi sono:

  • milza
  • midollo osseo
  • fegato
  • linfonodi profondi

Con questa tecnica è possibile mettere in evidenza le forme amastigote della Leishmania intre- o extracellulari.

La sensibilità di uno striscio midollare in una Leishaniosi Viscerale non trattata (3 preparati osservati per 1 ora) varia dall’80% al 95% in rapporto all’esperienza dell’osservatore.

Una volta effettuato un aspirato può essere utile associare allo striscio la coltura in terreno agar-sangue.

Nei soggetti HIV positivi il riscontro di Leishmanie nel sangue periferico è molto frequente.

 

< Torna all’elenco analisi