Metodo: enzimatica Campione: 1 ml di siero
Tempo di refertazione: 5gg Valori di riferimento:

A� mU/mlA� A�A�A�A� LDH A�totaleA� 220A�A� -600

A� mU/mlA�A�A�A�A�A� LDH epatica

A� mU/mlA�A�A� A�A�A�LDH cardiaca

A�A�A�A� %A�A�A�A�A�A�A�A�A�A� LDH card/ LDH totaleA� 17A� -32A�

 

Note:

La��LDH A? virtualmente ubiquitaria. Essa catalizza la conversione reversibile del Lattato a Piruvato. Ea�� un tetramero che contiene 4 subunitA� di 2 possibili tipi molecolari diversi: la subunitA� M (da muscle di 34.000 D) e la subunitA� H (da Hearth di 34.000 D).

Le 2 subunitA� sono codificate da differenti geni e danno origine a differenti isoenzimi ( 5 ) che forniscono alla��LDH un elemento di specificitA� tessutale. La clearance della��LDH A? eseguita dal SRE.

 

Tecniche di misurazione

La��attivitA� totale della��LDH del siero puA? essere determinata sia utilizzando il lattato che il piruvato e questo puA? condurre a differenze di standardizzazione nei vari laboratori. Attualmente tende a diffondersi la��impiego della reazione LD-L (che usa il lattato come substrato).

Per distinguere gli isoenzimi possono venire utilizzate diverse tecniche:

  • alcune sfruttano la differenza di termostabilitA� (LD5 A? termolabile, LD1 A? termoresistente);
  • il metodo piA? usato A? la��elettroforesi: data la differente carica esistente tra le subunitA� H ed M, a migrazione avvenuta, LD1 A? la��isoenzima piA? vicino alla��anodo, mentre LD5 A? il piA? vicino al catodo.

Molta cura deve essere usata per evitare la��emolisi, che aumenterA� marcatamente i livelli della��LDH. Gli isoenzimi della��LDH (specie quelli ricchi in subunitA� M) sono inattivati quando tenuti a bassa temperatura o congelati, mentre sono stabili a temperatura ambiente per giorni.

 

Applicazioni diagnostiche

La��attivitA� latticodeidrogenasica totale del siero risulta elevata in ogni patologia dove sia presente danno o morte cellulare. Anche se questa mancanza di specificitA� puA? costituire uno svantaggio per la��identificazione della��organo interessato, il dosaggio della��LDH costituisce un indicatore sensibile della��esistenza di qualche processo patologico.

 

Diagnosi di IMA

La��LDH plasmatico A? aumentato oltre il limite di riferimento da 8 a 12 ore dopo la��inizio della��IMA con un picco fra la 28a e 48a ora. La��LDH dopo IMA si normalizza dopo 10 giorni.

Nel plasma umano LDH-2 A? presente in grande abbondanza rispetto alla��LDH-1.

Il rapporto LDH1 / LDH2 A? normalmente inferiore a 0.76. Quando si ha necrosi miocardica, viene rilasciato piA? LDH1 che LDH2 e la percentuale della��LDH1 rispetto alla��LDH2 aumenta.

Processi associati con aumento del rapporto LDH1/LDH2 in assenza di IMA

Vi sono altre possibili cause che possono alterare questo rapporto oltre la��IMA:

  • gli eritrociti hanno un abbondante riserva di LDH1 ed LDH2 ed una��emolisi intra- o extravascolare potrA� aumentare i livelli di LDH1 ed LDH2;
  • in pazienti con malattie muscolari croniche o danno muscolare ricorrente, la��LDH1 ed LDH2 sono riespressi nei muscoli scheletrici con conseguente rilascio in circolo;
  • un elevato rapporto LDH1/LDH2 puA? aversi anche in atleti sani e ben allenati;
  • altre cause di anormalitA� del rapporto LDH1/LDH2 comprendono tumori germinali (seminoma testicolare o disgerminoma) e malattie del pancreas, dello stomaco e del rene.

Steroidi anabolizzanti, anestetici, aspirina, alcool, narcotici, clofibrati possono elevare i livelli ematici dell’LDH.

E’ consigliabile eseguire il prelievo a digiuno da 8 ore.

I farmaci interferenti devono essere sospesi almeno 24 ore prima del prelievo.

Esami collegati: Monotest (VCA), Emocromo, Transaminasi, CK, CKMB.

 

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