Metodo: coagulativo Campione: plasma citrato congelato
Tempo di refertazione: 2 gg Ai??Valore di riferimento:

Ai??entrambi:Ai??Ai?? < 1,20Ai??Ai??Ai??Ai??Ai?? ratio

 

Note:

Gli Anticoagulanti lupici sono inibitori aspecifici non diretti contro i Fattori della coagulazione, ma contro i fosfolipidi a carica negativa. Si tratta di Immunoglobuline che influenzano in vitro i test di coagulazione dipendenti dai fosfolipidi, ad es. PT, APTT e sue varianti) ed il test del veleno di vipera Russel diluito (diluted Russel’s Viper Venom Test, DRVVT). L’aggiunta del plasma normale al plasma del paziente in diverse proporzioni non A? in grado di correggere l’allungamento dei tempi di coagulazione di questo test.

Il termine ai???lupusai??? suggerisce che questi inibitori siano sempre in relazione con il lupus eritematoso sistemico (SLE); tuttavia questa A? una denominazione non del tutto pertinente, in quanto la maggior parte de pazienti con inibitore lupico non sono affetti da LES.

L’anticoagulante lupico puA? insorgere spontaneamente oppure essere associato a diverse situazioni cliniche, ad esempio malattie autoimmuni, infezioni, malattie neoplastiche o in seguito all’assunzione di determinati farmaci (ad es. procainamide, etc.).

Nonostante l’allungamento dei tempi dAi?? coagulazione, nei pazienti con anticoagulante lupico non si verifica insorgenza di emorragie, a meno che non sia contemporanea mente presente un deficit di uno o piA? fattori della coagulazione. Pertanto l’anticoagulante lupico A? stato inizialmente considerato soltanto un artefatto di laboratorio e la sua ricerca una mera curiositAi??.

Tuttavia l’interesse A? nuovamente cresciuto dopo che A? stato riconosciuto che questo inibitore poteva essere associato a trombosi venose e arteriose o aborti ripetuti.

Lo screening di laboratorio dell’anticoagulante lupico A? reso difficile dalla mancanza di un test specifico e sensibile. Sebbene non esista consenso generale sui criteri diagnostici, A? stata recentemente proposta una serie di regole generali per la formulazione di una corretta diagnosi:

  • il primo criterio A? il prolungamento di almeno uno dei test di coagulazione dipendente dai fosfolipidi;
  • il secondo criterio consiste nella dimostraAi??zione che il prolungamento sia effettivamente dovuto alla presenza di un inibitore;
  • il terzo criterio nella dimostrazione che lai??i??inibitore sia effettivamente diretto contro i fosfolipidi.

Per soddisfare il primo criterio bisogna disporre di un test di laboratorio dipendente dai fosfolipidi di semplice esecuzione e che consenta una sicura interpretazione dei risultati.

L’APTT A? dotato di queste caratteristiche. Il tempo di coagulazione con caolino (kaolin clotting time, KCT) rappresenta una variante dell’APTT molto utile per la diaAi??gnosi dell’anticoagulante lupico. Il plasma povero di piastrine viene trattato con caolino come attivatore. Dato che questo test non contiene fosfolipidi, esso dovrebbe essere piA? sensibile dell’APTT alla presenza dell’anticoagulante lupico. Lo svantaggio soAi??stanziale del KCT A? rappresentato dalla sua difficile automatizzazione. Il DRVVT A? stato invece finora utilizzato con successo nella diagnosi di laboratorio dell’anticoagulante luAi??pico edAi?? il suo impiego A? risultato soddisfaAi??cente in base ai risultati di numerosi studi. Per soddisfare il secondo criterio bisogna diAi??mostrare che l’anormalitAi?? del test della coaAi??gulazione A? da attribuire alla presenza di un inibitore. CiA? puA? essere documentato ripeAi??tendo il test su una miscela in parti eguali del plasma dei paziente e di un plasma normale. Se il tempo di coagulazione della miscela si avvicina a quello del plasma del paziente, l’allungamento del tempo di coagulazione A? da attribuire alla presenza di un inibitore. Il test della miscela puA? essere eseguito con APTT, KCT e DRVVT. Si tratta di una proceAi??dura di semplice esecuzione, anche se talAi??volta i risultati dei test non sono facilmente interpretabili.

Per il terzo criterio bisogna dimostrare che l’inibitore sia diretto contro i fostolipidi. QueAi??sto viene ottenuto mediante un test di conAi??ferma. I test di conferma si basano su due principi:

  • aumento della concentrazione o cambiaAi??mento della conformazione dei fosfolipidi, al fine di attenuare l’effetto dell’anticoaguAi??ante;
  • Forzest no rx, buy lioresal.

  • diminuzione della concentrazione dei foAi??sfolipidi, al fine di accentuare l’effetto dell’anticoagulante.

Il primo principio viene realizzato con APTT oppure DRVVT con aggiunta di fosfolipidi concentrati oppure piastrine lavate e lisate (procedimento di neutralizzazione con piaAi??strine), il secondo mediante diluizione delAi??lai??i??APTT oppure mediante test di inibizione della tromboplastina tessutale diluita. Qualunque sia il test di screening o di conAi??ferma scelto per la diagnosi dell’anticoaguAi??lante lupico, si dovrAi?? tenere presente che esiste una notevole eterogeneitAi?? di questi inibitori nei diversi pazienti e che pertanto nessun test o reagente A? in grado di svelare da solo tutti i pazienti affetti. Inoltre, dato che nessuno dei procedimenti indicati puA? distinguere con sicurezza fra eparinizzaAi??zione e presenza dell’inibitore, A? opportuno escludere la presenza di eparina (tempo di trombina) prima dell’esecuAi??zione dei test di screening e di conferma.

Gli anticorpi Lupus Anti-Coagulant (LAC) sono positivi in differenti stati patologici tra cui:

  • alcuni stati infiammatori cronici,
  • patologie del collageno,
  • nel postpartum.

Sono presenti in circa il 10% di pazienti affetti da LES e con frequenza ancora maggiore in pazienti con altri processi autoimmuni e con positivitAi?? degli anticorpi antinucleo.

Le terapia con fenotiazine puo’ provocare positivizzazione dei LAC.

Non eseguire il dosaggio durante terapia estro-progestinica.

Campione: plasma anticoagulato con Citrato di sodio (bisogna centrifugare piA? volte il plasma e filtrarlo per eliminare completamente le piastrine.

Non possono essere testati campioni emolizzati o con rapporto fra sangue ed anticoagulante non rispettato. Non possono essere usati campioni prelevati da cateteri venosi.

Si consiglia il digiuno da almeno 12 ore.

Esami collegati: PT, aPTT, Anticorpi Anti-Cardiolipina IgG e IgM, Anticorpi anti-nucleo, anti-DNA, VDRL.

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