Spesso aberrazioni cromosomiche (numeriche e/o strutturali) a carico dei cromosomi sessuali o degli autosomi possono comportare alterazioni della funzionalità riproduttiva e disturbi della gametogenesi sia maschile che femminile. Pertanto, si definisce infertilità la compromissione su base genetica della funzionalità riproduttiva per la presenza di anomalie cromosomiche o geniche. I test genetici che vengono effettuati dal Centro Diagnostico Morgagni si ripartiscono in vari STEP da seguire:

Step1 – Colloquio preliminare con il Genetista

doctor-patientPer le coppie che desiderano intraprendere un trattamento di PMA attraverso il Centro Morgagni, la prima tappa consiste nel colloquio preliminare, gratuito, con il genetista della nostra struttura.
Nel corso della consulenza sarà compilata una scheda clinica contenente i dati pertinenti alla coppia, verrà valutata la storia clinica della coppia, prospettata la strategia diagnostica più idonea, illustrate le procedure, le percentuali di successo, i rischi correlati al trattamento e i costi. I temi che sono stati oggetto di discussione nel colloquio vengono riassunti in un documento di consenso informato, che viene firmato dai pazienti.

 

Step2 – Esecuzione esami clinici

Detection-of-CancerLa coppia esegue gli esami clinici preliminari previsti per l’accertamento di idoneità al trattamento anestesiologico e gli esami preconcezionali necessari per evidenziare eventuali patologie in grado di rappresentare un rischio per il decorso della gravidanza e per il nascituro.

Esami Genetici:

Cariotipo (per entrambi i partners):
indagine finalizzata ad analizzare il numero e la struttura dei   cromosomi.
Serve   per   verificare   la   presenza   di anomalie cromosomiche che possono essere trasmesse ai figli e dare luogo a malattie o malformazioni di origine genetica.

  • Ricerca  mutazioni  Fibrosi  Cistica  (solo  per  il  partner  maschile,  in  caso  di  positività  estendere all’altro partner).
  • Ricerca di microdelezioni del cromosoma Y (solo per il partner maschile, da effettuarsi in caso di azoospermia o severa oligospermia – < 5 milioni di spermatozoi)
  • Pannello Trombofilia (solo per il partner femminile):
    o Fattore II (Protrombina) – mutazione 3’UTR G20210A
    o Fattore V di Leiden – mutazione G1691A
o MTHFR (Metilentetraidrofolatoreduttasi):  polimorfismo C677T
    o MTHFR (Metilentetraidrofolatoreduttasi): polimorfismo A1298C

Quando la coppia ha effettuato gli esami richiesti torna a controllo e in quella sede si decide l’iter terapeutico. Viene quindi spiegata la procedura, gli eventuali rischi della tecnica, si risponde alle domande della coppia e viene consegnato il consenso informato firmato dal medico che ha fatto il colloquio e dal responsabile della struttura.

Quindi viene spiegato il protocollo terapeutico personalizzato e adeguato al trattamento.

Step3- Trattamento di PMA

microscopio-ricerca-laboratorio-analisi-by-goodluz-fotolia-1000x667I pazienti che richiedono l’accesso al trattamento inizieranno un trattamento di procreazione medicalmente assistita (PMA) che permetterà il recupero degli ovociti da fertilizzare con gli spermatozoi paterni. Una volta ottenuta la fertilizzazione, dagli embrioni allo stadio di blastocisti (day 5), si preleveranno alcune cellule (blastomeri) il cui DNA verrà analizzato con la tecnica array-CGH, al fine di valutarne il relativo assetto cromosomico e quindi determinarne lo stato di salute. Gli embrioni che risulteranno sani verranno infine trasferiti in utero della paziente.

Il Trattamento di PMA prevede diverse fasi:
Fase 1:    Inizio della stimolazione ovarica
Fase 2:    Prelievo dei gameti e fecondazione
Fase 3:    Coltura in vitro degli embrioni fino allo stadio di blastocisti

Step4 – Biopsia dell’embrione

-583375_w1000La blastocisti, che si forma a partire dal sesto giorno (day 6) dopo la fertilizzazione, contiene da 100 a oltre 300 cellule. Il prelievo di cellule in questa fase e’ conservativo per l’embrione, in quanto e’ possibile prelevare un discreto numero di cellule senza creare problemi allo sviluppo successivo dell’embrione. 

Inoltre dato che con la biopsia si prelevano cellule del trofoectoderma, la massa delle cellule interne, che darà origine al feto nelle fasi successive, non e’ danneggiata, con indiscussi vantaggi biologici ed etici. La biopsia viene effettuata praticando un foro con l’ausilio di un laser, ed aspirando le cellule (circa 10 o 20) con una pipetta da biopsia, dopo aver provocato una erniazione delle cellule del trofoectoderma all’esterno.

Step5- Transfer degli embrioni

iStock_000019683697Small-600x399Trasferimento degli embrioni in utero (embryo transfer)
Dopo aver effettuato l’analisi delle cellule embrionali ottenute a seguito di biopsia, vengono trasferiti nella cavità uterina della paziente gli embrioni che, all’esame cromosomico, sono risultati essere sani, cioè privi di anomalie cromosomiche.

Il  trasferimento  embrionario  è  una  semplice procedura ambulatoriale, veloce e indolore, che non richiede alcun tipo di analgesia. Uno o più embrioni vengono immersi in una goccia di terreno di coltura ed inseriti sotto osservazione   microscopica all’interno di un catetere molto sottile e soffice. La punta di questo catetere  oltrepassa  il  collo  dell’utero  e  raggiunge  il fondo  uterino  dove  uno  o  più  embrioni  vengono rilasciati dolcemente. E’ una manovra comunque molto delicata in quanto è necessario evitare ogni stress agli embrioni ed alla mucosa che riveste la cavità uterina (endometrio). Si noti che ciascun embrione può impiantarsi indipendentemente dagli altri. Così, trasferendo più di un embrione è possibile aumentare le probabilità complessive di ottenere una gravidanza in un determinato ciclo di trattamento,  benché  aumenti  parallelamente  anche  il  rischio  di  una  gravidanza  gemellare.  La paziente rimane sdraiata circa un’ora e può quindi riprendere le sue normali attività. Nei giorni successivi si raccomanda comunque uno stile di vita tranquillo, evitando impegni fisici importanti. Viene normalmente prescritta una terapia domiciliare a base di somministrazioni quotidiane di Progesterone: l’ormone che aiuta l’endometrio ad essere meglio preparato ad accogliere l’impianto dell’embrione.

Trasferimento degli embrioni allo stadio di blastocisti

In natura, l’ovocita fecondato raggiunge l’utero attraverso le tube di Fallopio in 5^-6^ giornata come blastocisti, poi esce dalla zona pellucida circostante (hatching) e si impianta in utero (endometrio). Trasferendo l’embrione in utero nella fase di sviluppo di blastocisti, si riproduce ciò che semplicemente avviene durante il concepimento per via naturale. Con i nuovi terreni di coltura e il know-how necessario, si riesce a mantenere in coltura efficacemente gli embrioni per 6 giorni dal prelievo degli ovociti ed effettuare il transfer degli stessi in tale fase.

Il trasferimento degli embrioni allo stadio di blastocisti rappresenta anche una utile strategia per massimizzare le opportunità di gravidanza nell’ambito di un tentativo di fecondazione assistita. Il trasferimento allo stadio di blastocisti viene infatti anche proposto per quelle coppie che hanno effettuato diversi tentativi di ICSI o FIVET, con transfer in 2^ o 3^ giornata, senza ottenere alcuna gravidanza. Tale strategia consente di adattare la procedura fecondazione in vitro al concepimento per via naturale, al fine di aumentare le percentuali di successo.

Step6 – Accertamento della gravidanza

mass-gravidanzaTrascorsi circa 10 giorni dal trasferimento dell’embrione in utero, l’esito del trattamento viene in un primo momento verificato tramite il dosaggio del ß-HCG, un ormone prodotto dall’embrione che si è impiantato, per stabilire se una gravidanza è iniziata. Se il test è positivo viene ripetuto per controllare l’evoluzione della gravidanza. La prima ecografia è prevista alla 6-7 settimana post-transfer. Sarà visibile all’ecografia un’immagine liquida nella cavità uterina (il sacco gestazionale), nel quale comparirà un’eco embrionale che diventa pulsatile (attività cardiaca). La gravidanza biochimica è una gravidanza che viene rilevata solo dalla positività transitoria del ß-HCG. La gravidanza clinica è definita dalla visualizzazione del sacco gestazionale all’ecografia.

All’esito positivo della visita ginecologica di controllo, la donna ha concluso il suo percorso e si farà seguire dal suo ginecologo di fiducia. E’ importante, però, che GENOMA Procreazione conosca gli esiti della gravidanza e del parto: questi dati permettono una valutazione oggettiva dell’efficacia e della sicurezza delle tecniche. Il fine è quello di tutelare la salute di tutti, in primo luogo delle donne e dei bambini.