I virus dell’Herpes simplex di tipo I (VHS-1) e 2 (VHS-2) sono due dei sei virus erpetici, fino ad ora conosciuti, che infettano l’uomo. Questi virus sono ubiquitari nella popolazione umana, che ne rappresenta l’unico naturale serbatoio. Tre virus erpetici VHS-1, VHS-2 e il Varicella-Zoster (VVZ) sono neurotropi, mentre gli altri tre, citomegalovirus, virus di Epstein-Barr e il virus erpetico umano numero 6 sono linfotropi. Per neurotropismo e linfotropismo si intende l’affinità che il virus ha per il tessuto nel quale esso si ritrova latentemente dopo la prima infezione. Infatti, gli Herpes virus sono caratterizzati dalla capacità di stabilire un’infezione latente successiva  all’infezione primaria e di stabilirsi nell’ospite per tutta la vita. Il virus latente si riattiva periodicamente, in seguito a una serie di stimoli diversi e per un diminuzione della risposta immunitaria cellulo-mediata, dando luogo alle infezioni ricorrenti. I VHS sono stati suddivisi in due tipi in base a caratteri biochimici, biologici,immunologici,epidemiologici e clinici. In generale i VHS-1 sono responsabili di casi di gengivostomatite primaria, herpes recidivante perilabiale cheratite erpetica, encefalite e infezione cutanea della regione sopra-ombelicale. I VHS-2 sostengono invece le infezioni localizzate ai genitali femminli e maschili e alla cute della regione sotto-ombelicale. L’Herpes neonatale può essere causata da entrambi i tipi di VHS. L’interesse per la malattia neonatale scaturisce da considerazioni di tipo  epidemiologico e clinico. Infatti, le casistiche riportano un incremento dei casi di infezione genitale e herpes neonatale. Inoltre, l’infezione contratta in epoca perinatale dà luogo a un quadro anatomo-clinico che, a differenza di ciò che avviene per l’infezione primaria contratta in epoca post-natale e per le recidive che compaiono successivamente,è gravato da un alto tasso di mortalità. Si tratta infatti, nella maggior parte dei casi, di un’infezione generalizzata con disseminazione pluriviscerale a evoluzione sfavorevole nel 70-80% dei casi. La frequente localizzazione a carico delle meningi e dell’encefalo è inoltre responsabile dell’alta incidenza di sequele neurologiche e/o oculari, che compaiono nel 50% dei sopravvissuti all’infezione, anche a distanza di tempo. Il 50-90% dei soggetti adulti è stato a contatto con il virus Herpes simplex e ciò rende difficilmente interpretabili i risultati di questo test sierologico in caso di reinfezione. Importante in quest senso è la determinazione degli anticorpi IgM-IgG, in particolare nel caso di sospetta infezione in gravidanza. L’inattivazione con il calore del siero in esame può dare falsi risultati positivi. E’ consigliabile eseguire il prelievo a digiuno da 8 ore.

Esami collegati: Toxotest, Rubeotest, Cytomegalovirus

< Torna all’elenco analisi