Metodo: chemiluminescenza/ELFA Campione: 1 ml di siero
Tempo di refertazione: 3 gg  

 

Note:

 

PREVALENZA

La prevalenza dei portatori di HBsAg varia, in Italia, dallo 0.5% al 5.6% nelle diverse regioni, ed è massima in Puglia, Campania e Sardegna. Differenze più marcate si osservano nella prevalenza dell’HBsAg nelle diverse aree del globo.  Nei paesi ad elevato livello igienico-sanitario essa è inferiore 0.5%. Al contrario in alcune zone dell’Africa e dell’Estremo Oriente supera il 10%. Anche la prevalenza dell’AntiHBs, che rispecchia quella del corrispondente antigene, varia dal 3-4% al 45-50%. In alcune popolazioni o“gruppi a rischio”, la prevalenza complessiva dei due marcatori dell’HBV si avvicina al 100%.

 

EPIDEMIOLOGIA 

L’epatite B si manifesta di solito in modo sporadico. La sorgente di infezione è rappresentata dall’uomo malato di epatite acuta (sintomatica o inapparente) e dai portatori cronici. La trasmissione avviene attraverso sangue infetto o suoi derivati (TRASMISSIONE PARENTERALE).

Lo screening per l’identificazione dei donatori di sangue portatori del virus ha ridotto praticamente a zero l’insorgenza dell’epatite B post-trasfusionale.

Tuttavia poiché la minima quantità di sangue capace di trasmettere l’infezione è di 0.000001 ml, le siringhe e gli strumenti (chirurgici e non) contaminati con sangue infetto rappresentano importanti veicoli di trasmissione. Alte concentrazioni del virus sono state dimostrate in differenti materiali biologici di malati e portatori: saliva, bile colecistica, secreto naso-faringeo, latte materno, sperma, secreto vaginale. L’infettività è a, tutt’oggi controversa per altri materiali biologici come lacrime, sudore ed urine. Anche l’HBV come l’HAV raggiunge l’intestino con la bile, ma le feci non sono infettanti per la presenza di un inibitore intestinale (di Piazza) , che inattiva l’HBV. Ciò rende conto della mancata trasmissione Oro-fecale.

La minima quantità di sangue che deve penetrare nel torrente circolatorio per provocare infezione, giustifica quella modalità di trasmissione, detta “parenterale in apparente”, che si verifica tra il portatore ed il soggetto recettivo per semplice contatto tra superfici cutaneo-mucose che presentino anche modeste soluzioni di continuo. Oltra alla “trasmissione orizzontale”, particolare importanza riveste la “trasmissione verticale o materno fecale” che raramente avviene durante la gravidanza (a meno chè  non siano presenti lesioni placentari).

Le probabilità di trasmissione sono elevate se la donna presenta una Epatite Acuta B nel terzo trimestre di gravidanza.

In assenza di profilassi immunitaria la probabilità di trasmissione varia dal:

  • 12 % circa per le madri HBsAg+ ed Anti-Hbe+
  • 25 % circa per le madri HBsAg+ ed HBeAg/ AntiHBE
  • 90-100 % per le madri HBsAg+ ed HBeAg+.

Poiché il 90 % dei neonati che contraggono la malattia dalla madre diviene portatore cronico di HBsAg, la trasmissione verticale ha un ruolo importante nel perpetuare l’infezione.

 

IL VIRUS

L’HBV appartiene alla famiglia degli HepaDNAviridae. Resiste ad una larga varietà di agenti chimici la sua infettività persiste per almeno 15 anni a -20 °C, per 6 mesi a temperatura ambiente e per 4 ore a 60°C. Il virione è costituito da particelle sferiche di 42 nm con una parte centrale (“core”) di 27 nm ed un doppio rivestimento esterno (“surface”).

Contiene un DNA circolare a doppia elica incompleta ed una DNA-polimerasi. Caratteristica dell’infezione da hepaDNA viridae, e quindi dell’HBV, è di dar luogo a forme virali incomplete circolanti (tubulari,sferiche di 22 nm  di diametro). Proprio su queste particelle incomplete dell’ HBV, oltre che sulle particelle circolanti del virus completo (“particelle di Dane”) venne inizialmente localizzato il primo antigene specifico dell’HBV scoperto da Blumberg nel 1965: l’Antigene Australia o HBsAg. Oltre all’HBsAg sono stati successivamente identificati numerosi altri marcatori antigenici dell’infezione da HBV con i relativi anticorpi.

HBsAg

Antigene di superfici, di pertinenza delle forme tubulari e sferiche di 22 nm  e della capsula della particella di Dane; fu il primo antigene ad essere identificato e fu inizialmente denominato Antigene Australia, per essere stato riscontrato in un aborigeno australiano. Costituito da lipoproteine e carboidrati, è identificabile con metodi immunologici nel sangue circolante (RIA o immunoenzimatici) e nel citoplasma degli epatociti infetti (immunofluorescenza). Occasionalmente è identificabile in altri organi come rene, cute e liquido sinoviale. Presenta diversi sottotipi antigenici, alcuni sempre presenti, altri mutuamente esclusivi (i più comuni: adr,adw,ayr,ayw) che possono essere utilmente utilizzati per ricerche epidemiologiche.

ANTI-HBs

Anticorpo specifico dell’antigene di superfice;compare tardivamente, dopo epatite acuta da Virus B (tranne che nell’epatite fulminante dove può comparire molto precocemente) e può persistere indefinitivamente. Indica, in genere epatite di tipo B pregressa. Molto raramente può essere presente insieme all’HBsAg.

HBcAg

Antigene del nucleo centrale (core) della particella di Dane, reperibile nel nucleo e nel citoplasma degli epatociti, nel sangue, all’interno della particella di Dane. Contiene DNA circolare in parte a doppia elica e DNA-polimerasi specifica.

Anti-HBc

Anticorpo specifico dell’HBcAg, che compare precocemente dopo l’inizio dell’epatite.

Ad alto titolo e quando è costituito da globulina della classe IgM, è interpretabile come segno indiretto di attiva replicazione virale: è quindi indice di infezione da Virus B recente o di stato di portatore cronico di Virus B. In questi casi si associa abitualmente alla presenza di HBsAg circolante. A basso titolo e costituito in prevalenza da IgG può persistere in circolo molto a lungo, come segno di pregressa infezione epatitica B ed acquisita immunità.

HBeAg

Caratterizzato in modo incompleto, sembra associato al core della particella di Dane ma in posizione superficiale. Reperibile in circolo solo in pazienti portatori di HBsAg e con particelle di Dane circolanti, e nel citoplasma degli epatociti (dubbia la sua presenza nel nucleo). E’ costituito da proteine. La sua presenza in circolo è correlabile con la infettività del sangue che lo contiene e con la presenza di epatopatia (acuta o cronica evolutiva), ma tale rapporto può non essere vero nel singolo paziente. Raramente presente nei portatori asintomatici di HBsAg.

Anti-Hbe

Anticorpo specifico dell’antigene e. La sua comparsa in ciclo in genere tardiva nel corso dell’infezione da epatite B, è di massima, indice di superamento dell’infezione e di guarigione.

Anti-Particella di Dane

Anticorpo specifico della particella di Dane completa (ancora non definito nelle sue caratteristiche fisico-chimiche e nella sua esatta localizzazione il corrispondente antigene).

Compare molto precocemente nel corso dell’epatite acuta ma non in tutti i casi. La sua comparsa sembra indice di normale risposta immunitaria di difesa e di evoluzione dell’epatite verso la guarigione. La sua essenza farebbe prevedere una tendenza della malattia alla cronicizzazione.

Pre-S1 e Pre-S2

Sono due proteine antigeniche identificate più di recente. Hanno un peso molecolare maggiore rispetto all’HBsAg e si ritrova nel siero prevalentemente sulle particelle di Dane e sulle forme tubulari. La loro presenza nel siero sembra correlarsi con la replicazione virale e la loro persistenza con la cronicizzazione della malattia.

DNA-Polimerasi

E’ in grado di allungare il filamento corto del DNA virale e sembra possedere un’attività di transcriptasi inversa. Rappresenta uno degli indici più sensibili di replicazione virale.

HBV-DNA

Può essere ricercato attualmente con metodiche di ibridazione (ma anche più semplici) sia nel siero che nei tessuti. Rappresenta il marcatore di infezione da HBV che di replicazione più sensibile e più specifico. Numerose sostanze possono interferire nel dosaggio dando false positività.

Campione: siero.

E’ consigliabile una dieta ipolipidica ed ipocalorica nei 3 giorni che precedono il test. Il test deve essere eseguito a digiuno da 12 ore. Tutti i farmaci debbono essere sospesi 24 ore prima del test.

Esami collegati: Bilirubina, gamma-GT, Anticorpi Anti Virus Epatite A, Transaminasi, Anticorpi Anti Virus Epatite C.

 

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