Metodo: cinetico colorimetrico Campione: 1 ml di siero
Tempo di refertazione: 1 gg Valori di riferimento: 0-4,7 U/l

 

Note:

Le fosfatasi sono enzimi i cui substrati sono molecole che contengono un gruppo fosfato. Esse catalizzano la liberazione del gruppo fosfato dalla molecola. La fosfatasi acida è chiamata così perché ha un’attività ottimale a pH 5. Essa è presente  in molti tessuti (globuli rossi, piastrine, fegato, milza, muscoli), ma la prostata è il tessuto dove raggiunge i livelli più elevati. Livelli elevati si trovano anche nel latte umano e nel liquido seminale (tanto che la sua determinazione nelle secrezione vaginali, che normalmente non ne contengono, viene usata come diagnosi di recente rapporto sessuale nella diagnosi di stupro).

Determinazione

Si basa sull’impiego di un substrato specifico per la fosfatasi acida di origine prostatica che è la timolftaleina. Ciò permette di separare e calcolare l’attività della fosfatasi acida di origine prostatica da quella proveniente da altri tessuti. Oggi si può anche usare un test radioimmunologico (RIA) che sfrutta le proprietà antigeniche dll’enzima.

Applicazioni diagnostiche

Alti livelli di questo enzima sono stati ritrovati nel carcinoma prostatico invasivo e nelle metastasi  dello stesso tumore.

Livelli lievemente elevati possono essere presenti nell’ipertofia prostatica benigna e nel carcinoma della prostata che non abbia invaso la capsula.

Utile è anche la determinazione di questo enzima per monitorare i paziente cui sia stata asportata la prostata per un Ca, in rapporto alla eventuale recidiva.

Il massaggio prostatico o l’eslorazione rettale possono causare un aumento dei livelli ematici dell’enzima che si protrae per almeno 48 ore.

Il massaggio prostatico o l’esplorazione rettale possono causare un aumento dei livelli ematici dell’enzima che si protrae per almeno 48 ore.

Esami collegati: PSA, PSA libero.

< Torna all’elenco analisi