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Metodo: precipitazione Campione: 3 ml di siero
Tempo di refertazione: 4 gg Valori di riferimento: Assenti

 

Note:

Sono proteine dotate delle seguenti proprietAi??:

  • Precipitazione a basse temperature spontanea e reversibile (crioprecipitazione);
  • Formazione a freddo di pseudo-cristalli aghiformi (rara);
  • Gelificazione o aumento della viscositAi?? alle basse temperature.

Nel siero i fenomeni suddetti si possono verificare combinati o isolatamente e sono reversibili a temperatura di 37Ai??C o superiori. Le crioglobuline sono generalmente delle Ig o frammenti di Ig (proteina di B-J, piA? spesso IgM o IgG monoclonali. I fenomeni descritti in vitro possono comparire anche in vivo (acrodinia in caso di esposizione al freddo). Queste non devono essere confuse con le crioagglutinine che provocano lai??i??agglutinazione dei globuli rossi e possono dare anemia emolitica. Le Crioglobulinemie vengono classificate in 3 tipi in base alla composizione proteica:

  • Crioglobulinemia di I tipoAi?? (circa il 25% dei casi) che A? costituita solo da Ig monoclonale ( in genere IgM) o da frammenti di Ig monoclonali;
  • Crioglobulinemia di II tipo ( circa il 25% dei casi) che A? costituita da Ig monoclonale (in genere IgM) e da un Ig policlonale (in genere IgG) (crioglobulinemia mista);
  • Crioglobulinemia di III tipo (circa il 50% dei casi) che A? costituita da complessi di Ig policlonali, generalmente complessi IgM-IgG, piA? raramente da complessi IgM-IgG-IgA.

Per quanto riguarda il prelievo bisogna eseguire il prelievo in due provette perchAi?? A? necessaria una quantitAi?? di siero piA? elevata. Il campione deve rimanere in frigo almeno una settimana prima di poter dare un referto negativo o positivo (quindi i tempi di attesa sono relativo a questo tempo di permanenza a 4 Ai??C). Per una sicura dimostrazione il sangue deve essere prelevato con una siringa preriscaldata e versato in una provetta tenuta a 37Ai??C. Il crioprecipitato appare come uno strato incolore, grigio o bianco sul fondo della provetta contenete il siero. Per la valutazione quantitativa ci si avvale di una provetta graduata. La caratterizzazione del crioprecipitato si esegue mediante immunoelettroforesi o immunofissazione.

Alterazione degli esami ematochimici provocate dalle crioglobuline

Nel caso non si sospetti la presenza delle crioglobuline o quando le procedure di prelievo non sono state corrette e, specie quando le crioglobuline sono in concentrazioni elevate e quindi possono precipitare anche a temperatura ambiente, si possono avere alterazioni nei risultati di alcuni esami come ad es.:

  • Mancata comparsa di un picco monoclonale nel tracciato elettroforetico (con referto molte volte di ipogammaglobulinemia)
  • Valori della VES falsamente diminuiti
  • Parametri della coagulazione falsati
  • Errori nei conteggi ematologici (soprattutto una sovrastima delle piastrine)
  • Errori nella determinazione del gruppo samguigno.

Le crioglobuline sono presenti in casdo di malattie linfoproliferative, malattie autoimmuni, malattie virali (una notevole associazione A? stata rilevata con lai??i??epatite C)

Esami collegati: QPE, Immunoelettroforesi, Immunofissazione.

 

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