Metodo: E. L. F.A.   Campione: 1 ml di siero
Tempo di refertazione: 3 gg   Valori di rimerimento:

Uomini <7,2 ng /ml

Donne <3,4 ng/ml

 

Note:

Tra gli enzimi cardiaci, il CK-MB è un marker di scelta per la diagnosi di infarto del miocardio. Le metodiche più diffuse per la determinazione del CK-MB sono quelle immunochimiche come la immunoinibizione e la immunoprecipitazione; la prima prevede l’uso degli anticorpi anti-M per inibire l’attività della frazione MM e metà dell’MB; quindi viene misurata la residua attività non M. I vantaggi di queste metodiche immunochimiche è che essi possono essere eseguiti su analizzatori automatici, quindi sono rapidi e non costosi.

Non si possono usare  anticoagulanti, né eparina né EDTA. L’acido ascorbico può diminuire l’attività del CK-MB. Recentemente è stato rilevato che la Fosfatasi Alcalina elevata (maggiore di 150 U/L) può aumentare l’attività del CK-MB a causa di una cross-reattività.

Abbiamo detto che la determinazione di questo isoenzima è usato per la diagnosi di IMA. Aumento dei livelli si hanno tra la 6° e la 10° ora dopo l’inizio del dolore (in assenza di trombolisi) con un picco alla 20°-24° ora e ritorno alla normalità tra la 36° e la 72° ora. Data questa cinetica, la misurazione dell’enzima ogni 12 ore è un metodo adeguato ed efficiente per la diagnosi di IMA. I livelli di CK-MB salgono un po’ prima e scompaiono più rapidamente del CK totale. Il tempo di salita della concemtrazione ematica è più breve per piccoli infarti, la qual cosa ha fatto formulare l’ipotesi che gli IMA non-Q che tendono anche ad essere piccoli, sono dovuti ad occlusione e riperfusione. La ricanalizzazione aumenta la rapidità con cui il CK-MB compare nel sangue, permettendo una diagnosi più precoce di IMA.

 

Esami collegati: Mioglobina, Troponina, LDH.

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