Metodo: chemilumunescenza Campione: 1 ml di siero
Tempo di refertazione: 1 giorno Valori di riferimento:2,5 -37 U/ml

 

Note:

E’ un sialilderivato del latto-N-fucopentaosio II, aptene del determinante sanguigno umano Lewis (a). Il CA19-9 si forma dal precursore CA50. Si ritrova  in diversi carcinomi; nel colon; nell’intestino tenue; nel fegato e nel pancreas. E’ il marker tumorale maggiormente indicato nei tumori dell’apparato gastro-digerente.

Malattie acute e croniche-attive del fegato e bile nonché mucoviscidosi, in dipendenza dalla attività ed entità della malattia, e l’insufficienza renale portano nel 10-30% dei casi ad aumento transitorio oppure a concentrazioni solo lievemente elevate di CA19-9, per lo più inferiori a 100 U/ml. Solo nella pancreatite acuta e cronica attiva nonché nella necrosi epatocellulare la concentrazioni patologiche si trovano ancora più frequentemente (fino al 50-60% dei casi).

I valori del CA19-9 aumentano, in assenza di terapia, in maniera esponenziale fino ad oltre 1000 U/ml. Nel carcinoma pancreatico dei dotti escretori entità ed incidenza di concentrazioni patologiche sono in correlazione con la localizzazione ed estensione del tumore. Nelle metastasi epatiche questo marcatore risulta aumentato nell’80% dei casi; nei carcinomi epatobiliare risulta aumentato dal 40 all’80% dei casi.

La sensibilità per il carcinoma gastrico si raddoppia dal 20-25% al 50-60% con le determinazioni combinate di CA19-9 e CEA, le cui concentrazioni decorrono in modo complementare.

Il CA19-9 è un buon parametro della efficacia della terapia citostatica, dato che le modificazioni nel decorso di carcinomi pancreatici e delle vie biliari vengono indicate, fino al 90% dei casi, in modo più rapido e fidato che non con la diagnosi per immagini.

Esami collegati: CEA, TPA, AFP.

 

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